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Cassaforma per pilastri: casseratura, pannelli e disarmo

Cassaforma per pilastri passo per passo — tipi di cassero (legno/compensato, modulari, tubolari), scelta del compensato filmato 15–18 mm, classe di incollaggio, spinta del getto e disarmo dei pilastri.


Key Takeaways
Per la casseratura dei pilastri il compensato filmato 15–18 mm è la scelta più affidabile. La classe di incollaggio determina i riutilizzi: colla melamminica MUF in Classe 2 / EN 636-2 (Form Basic fino a 10, Form Extra fino a 15) e colla fenolica in Classe 3 / EN 636-3 (Pro Form fino a 20) per pilastri a vista sotto spinta elevata. Gli errori più frequenti sono spigoli non a tenuta, mancanza di disarmante e disarmo anticipato.
Cassaforma per pilastri: casseratura, pannelli e disarmo

Il cassero di un pilastro lavora in condizioni diverse da quelle di una soletta o di una trave. Il getto è alto e stretto, quindi la spinta del calcestruzzo fresco alla base raggiunge valori elevati in pochi minuti. Se la casseratura non è a piombo e ben serrata, il pilastro esce fuori squadra e con la superficie segnata. Per questo conviene trattare la cassaforma per pilastri come una forma di precisione, non come un lavoro di ripiego.

In questa guida vediamo come scegliere il tipo di cassero, quale pannello usare, come stimare la spinta del getto e come eseguire il disarmo senza rovinare gli spigoli.

Tipi di cassero per pilastri

La scelta dipende dalla sezione del pilastro, dal numero di riutilizzi e dal fatto che la superficie resti a vista.

Cassero in legno o compensato. La soluzione più diffusa per pilastri rettangolari in edilizia ordinaria. I pannelli vengono montati in opera e irrigiditi con morsetti o cravatte. Il compensato filmato dà una faccia più liscia e regge molti più cicli rispetto alle tavole grezze, che dopo due o tre getti si gonfiano e perdono misura.

Sistemi modulari. Pannelli a telaio con incastri e serraggi rapidi. Convengono quando si ripetono molti pilastri uguali e conta la velocità di montaggio. Il costo del noleggio si ammortizza solo sulla serie.

Casseri tubolari o a colonna. Per i pilastri circolari si usano casseri tubolari in cartone o in acciaio che danno la forma cilindrica in un pezzo unico. Il cartone è monouso; l'acciaio si riutilizza ma pesa e richiede mezzi di sollevamento.

Scelta del pannello

Il materiale della forma decide la qualità della faccia a vista e quante volte potrai riutilizzarlo. Le tavole grezze costano poco all'inizio ma assorbono acqua e lasciano l'impronta delle venature sul calcestruzzo. Il compensato filmato con film fenolico dà una superficie regolare e regge più cicli, a patto di sigillare i bordi.

Per i pilastri lo spessore tipico è 15–18 mm. Un pannello più sottile flette tra i serraggi sotto la spinta del getto alto, uno più spesso aumenta peso e costo senza un vantaggio reale sulle sezioni correnti.

La distinzione che conta di più riguarda la classe di incollaggio, perché governa la resistenza all'umidità e il numero di riutilizzi:

  • Colla WBP melamminica (MUF) — Classe 2, EN 636-2. Standard dei pannelli filmati per le normali condizioni umide di cantiere. In gamma Vinawood corrispondono i pannelli Form Basic, Form Extra ed Eco Form Plus.
  • Colla WBP fenolica (PF) — Classe 3, EN 636-3. Incollaggio più resistente per condizioni esterne, più riutilizzi e pilastri a vista sotto spinta elevata. Questa classe è rappresentata dal pannello Pro Form.

Un punto che spesso si confonde: la vita più lunga del Form Extra (fino a 15 riutilizzi contro i fino a 10 del Form Basic) deriva da una formulazione di colla melamminica MUF a più alto contenuto di melamina, non da un film più spesso. Il film sui due pannelli è lo stesso. È la chimica dell'adesivo a fare la differenza, non il rivestimento.

Per il materiale rimandiamo agli approfondimenti sui pannelli per casseforme e sul compensato fenolico.

Spinta del calcestruzzo fresco sul cassero del pilastro

Il calcestruzzo appena gettato si comporta come un fluido e preme sulle pareti della forma con una forza che cresce con l'altezza della colonna. Nel pilastro la sezione è ridotta e il getto è alto, quindi la spinta alla base è maggiore che in una trave o in un muro basso.

La spinta dipende dall'altezza di getto, dalla velocità di riempimento e dalla temperatura, che regola il tempo di presa. Più si getta in fretta e più fa freddo, più alta è la spinta alla base. In pratica il passo dei serraggi e dei morsetti si fissa in modo che la freccia del pannello tra i punti di vincolo resti invisibile sul pilastro finito. Sui pilastri a vista conviene infittire i serraggi nella parte bassa, dove la pressione è massima.

Dal punto di vista del produttore lo vediamo dai resi: i pannelli “già finiti dopo tre getti” quasi sempre hanno lavorato con i bordi non sigillati e con i serraggi troppo radi, non per un difetto della lastra.

Montaggio del cassero di un pilastro rettangolare

Una sequenza che riduce le riprese:

  • Traccia la posizione del pilastro e controlla la squadratura rispetto agli assi prima di montare.
  • Assembla i quattro lati della forma sullo spessore del pannello, con gli spigoli a contatto, senza fessure da cui esce la boiacca.
  • Stringi i morsetti o le cravatte con passo più fitto in basso e più largo verso l'alto.
  • Metti a piombo su due facce e fissa i puntelli di controvento.
  • Stendi il disarmante sulle facce interne: facilita il disarmo e allunga la vita del pannello.
  • Verifica di nuovo il piombo prima del getto e dopo le prime battute di vibratore.

Pilastri circolari e a vista

I pilastri circolari richiedono casseri tubolari che danno la forma cilindrica senza giunti verticali marcati. Per i pilastri a vista, dove la faccia di calcestruzzo resta esposta, il film del pannello deve essere integro e i giunti tra pannelli vanno chiusi con cura, perché ogni fuga lascia un segno sul getto. Qui la superficie del compensato filmato pesa direttamente sul risultato estetico.

Per le forme in pannelli piani resta valido l'approfondimento sulla cassaforma in legno.

Disarmo dei pilastri

La forma laterale del pilastro non porta carichi di solaio, quindi si può togliere appena il calcestruzzo ha fatto presa e gli spigoli non si sgretolano sotto la pressione. Il tempo dipende dalla temperatura e dalla miscela, non da un numero fisso di ore. Un disarmo anticipato stacca gli spigoli e mette a nudo calcestruzzo ancora tenero.

Togli i pannelli senza far leva con attrezzi appuntiti contro il film. Dopo la pulizia e la nuova sigillatura dei bordi il pannello rientra in ciclo, ed è proprio questa rotazione a determinare il costo reale al metro quadro di cassero.

Errori comuni

  • Spigoli non a tenuta. Esce la boiacca, il calcestruzzo al bordo resta poroso e debole.
  • Disarmante assente. Il getto aderisce al film, il disarmo rovina la superficie e accorcia la vita del pannello.
  • Serraggi troppo radi. Il pannello flette tra i vincoli e il pilastro prende una pancia invece di restare piano.
  • Fuori piombo. Un controllo saltato si traduce in un pilastro storto difficile da correggere dopo il getto.
  • Bordi non sigillati. L'acqua entra nel cuore del pannello, che si gonfia e perde misura dopo pochi cicli.

Pannelli Vinawood per il mercato europeo

Vinawood produce pannelli filmati dal 1992 ed esporta in oltre 55 paesi. Per la casseratura in Europa offriamo compensato filmato nei formati 2500×1250 mm:

  • Form Basic — colla WBP melamminica (MUF), Classe 2 / EN 636-2, film fenolico, fino a 10 riutilizzi. Per pilastri correnti e bassa rotazione.
  • Form Extra — colla WBP melamminica (MUF) a più alto contenuto di melamina, Classe 2 / EN 636-2, fino a 15 riutilizzi. Quando serve più rotazione in Classe 2.
  • Eco Form Plus — colla WBP melamminica (MUF), Classe 2 / EN 636-2, fino a 8 riutilizzi. Variante economica per piccoli lotti.
  • Pro Form — colla WBP fenolica (PF), Classe 3 / EN 636-3, fino a 20 riutilizzi. Per pilastri a vista sotto spinta elevata e rotazione frequente.

Ogni pannello passa un controllo individuale e ogni fornitura include la documentazione di conformità (marcatura CE secondo EN 13986, FSC, PEFC). La gamma completa è nella collezione compensato filmato, mentre il pannello in Classe 3 è sulla scheda Pro Form. Per la scelta del pannello sul singolo progetto, scrivici tramite il nostro ufficio commerciale.

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Quick Answers

Quale compensato per cassaforma pilastri?
Per la casseratura dei pilastri il compensato filmato 15–18 mm è la scelta più affidabile. La classe di incollaggio governa i riutilizzi: colla melamminica MUF in Classe 2 / EN 636-2 (Form Basic, Form Extra) e colla fenolica in Classe 3 / EN 636-3 (Pro Form) per i pilastri a vista sotto spinta elevata del getto.
Quante volte si riutilizza un pannello?
Dipende dalla classe e dalla cura dei bordi. In gamma Vinawood: Eco Form Plus fino a 8, Form Basic fino a 10, Form Extra fino a 15 (grazie a una colla melamminica MUF più durevole, non a un film più spesso) e il fenolico Pro Form fino a 20. Bordi sigillati e disarmante allungano la vita del pannello.
Cassero tubolare o modulare per pilastri circolari?
I pilastri circolari usano casseri tubolari (cartone o acciaio) che danno la forma cilindrica in un pezzo unico. I sistemi modulari a pannelli convengono sui pilastri rettangolari ripetuti, dove contano la velocità di montaggio e un passo di serraggio costante.