Casseforme per fondazioni: tipi, scelta del pannello e disarmo (guida 2026)
Guida alla casseratura delle fondazioni in calcestruzzo: plinti, travi rovesce, platee e muri controterra. Quando conviene il compensato riutilizzabile rispetto al cassero a perdere, come scegliere lo spessore e la classe EN 636, e come gestire posa e disarmo.

La casseratura di una fondazione segue regole diverse da quella di un pilastro o di un solaio. Il getto è basso ma pesante, le geometrie cambiano da plinto a platea, e in molti cantieri la fondazione è l'unico getto in cui quel particolare cassero non verrà mai più riutilizzato. Da qui la prima domanda da risolvere prima di comprare i pannelli: serve una cassaforma riutilizzabile in legno e compensato, oppure un cassero a perdere?
Sono due famiglie di prodotti che rispondono a esigenze distinte. La cassaforma riutilizzabile contiene il getto strutturale e poi viene rimossa. Il cassero a perdere (vespai aerati, casseri modulari in EPS o PVC, elementi a cupola tipo igloo) resta dentro l'opera e serve soprattutto a creare un vespaio aerato sotto il piano terra. Questo articolo tratta la casseratura riutilizzabile del getto di fondazione. La scelta tra le due logiche, con i relativi costi al metro quadro, è approfondita in una guida dedicata.
Tipi di fondazione e relativa casseratura
Ogni tipologia di fondazione impone vincoli precisi al cassero. Vale la pena distinguerle prima di parlare di pannelli.
| Tipo di fondazione | Casseratura tipica | Note di cantiere |
|---|---|---|
| Plinti isolati | Quattro sponde in compensato o pannelli, talvolta scatole prefabbricate | Geometrie ripetute: il riutilizzo del pannello ripaga in fretta |
| Travi rovesce / travi di fondazione | Due sponde verticali alte, con tiranti passanti e distanziali | La spinta cresce con l'altezza del getto: serve un pannello rigido |
| Platee (fondazioni a soletta) | Cassero solo sul perimetro; il fondo è il magrone | Casseratura ridotta, ma il bordo deve reggere il battente di getto |
| Muri controterra e cordoli | Doppia parete di compensato filmato con sistema di tiranti | Faccia a vista frequente sul lato interno: conta la qualità del film |
Nei plinti e nei cordoli spesso si getta contro terra su uno o due lati, quindi il cassero serve solo per le facce libere. Nelle travi rovesce e nei muri controterra, invece, entrambe le facce sono cassellate e la pressione del calcestruzzo fresco diventa il fattore dimensionante.
Casseforme riutilizzabili in legno e compensato filmato
La cassaforma in legno e compensato filmato resta la soluzione più diffusa per le fondazioni di edifici residenziali e piccole opere. Si adatta a geometrie irregolari, si taglia in cantiere e non richiede il nolo di sistemi modulari. Conviene soprattutto in tre casi: quando le forme cambiano da un plinto all'altro, quando i getti ripetuti sono pochi, e quando il cantiere è di dimensioni piccole o medie e non giustifica una cassaforma a telaio.
Il cuore del sistema è il pannello. Un compensato filmato fenolico offre una faccia liscia, impermeabile alla boiacca e pulibile, che permette diversi riutilizzi prima che il film si degradi sui bordi. Il legno massello (tavole, morali) lavora come orditura di sostegno e contrasto dietro il pannello, non come superficie di contatto.
Dal punto di vista di chi produce questi pannelli in Vietnam, vediamo che gli ordini italiani per le fondazioni si concentrano sugli spessori 18 e 21 mm in formato 2500×1250 mm: è il compromesso che la maggior parte delle imprese trova tra rigidezza e maneggevolezza sul plinto.
Cassero a perdere o cassaforma riutilizzabile per le fondazioni
Qui si annida l'errore più comune nelle ricerche online, perché i risultati mescolano prodotti che non fanno lo stesso mestiere. Il cassero a perdere in EPS o PVC, e gli elementi a cupola tipo igloo, creano un vespaio aerato sotto la platea o il piano terra. Non contengono il getto strutturale della fondazione: lo sostengono e ne ventilano l'intradosso. Restano nell'opera per sempre.
La cassaforma riutilizzabile fa l'opposto: dà forma al getto e poi se ne va. Se il problema è far respirare il solaio contro terra, la risposta è il vespaio. Se il problema è dare forma a un plinto, una trave rovescia o un muro controterra, la risposta è la casseratura riutilizzabile. Abbiamo dedicato un confronto a parte al cassero a perdere, con i casi in cui conviene davvero e il calcolo di convenienza rispetto al legno.
Scelta del pannello: spessore e pressione del getto
Lo spessore va scelto in funzione dell'altezza del getto e della spaziatura dei sostegni dietro il pannello. Per le fondazioni più comuni:
- 18 mm — plinti bassi, cordoli, sponde fino a circa 50-60 cm di altezza con orditura ravvicinata.
- 21 mm — travi rovesce alte e muri controterra, dove la spinta alla base del getto è maggiore e l'interasse dei tiranti più ampio.
La pressione del calcestruzzo fresco sul cassero cresce con l'altezza di getto, con la velocità di riempimento e con la temperatura. Il calcolo della spinta e la verifica di sponde, tiranti e puntelli restano in capo all'ingegnere strutturista, secondo le NTC 2018 e la UNI EN 13670 per l'esecuzione delle strutture in calcestruzzo. Il pannello giusto non sostituisce il dimensionamento: lo rende affidabile una volta che i carichi sono stati definiti.
Classe di incollaggio EN 636 e cicli di riutilizzo
La classe di incollaggio del compensato, definita dalla EN 636, dice quanto la colla del pannello regge l'umidità. Per la casseratura di fondazione, esposta a calcestruzzo bagnato e a condizioni di cantiere, contano due classi.
| Pannello | Colla del nucleo | Classe EN 636 | Riutilizzi (massimo) | Quando sceglierlo |
|---|---|---|---|---|
| Pro Form | WBP fenolico | EN 636-3 / Classe 3 | fino a 20 | Serie ripetute, molti getti, faccia a vista esigente |
| Form Extra | WBP melamminico (MUF ad alto contenuto) | EN 636-2 / Classe 2 | fino a 15 | Serie di media durata in condizioni più severe |
| Form Basic | WBP melamminico (MUF) | EN 636-2 / Classe 2 | fino a 10 | Serie brevi, fondazioni di piccoli edifici |
Una precisazione utile, perché è fonte di confusione ricorrente. La "melammina" qui è la resina MUF che incolla le impiallacciature del nucleo, non un laminato decorativo da mobile. Form Basic e Form Extra montano lo stesso film fenolico in faccia: la maggiore durata del Form Extra, fino a 15 riutilizzi contro 10, viene da una formulazione di colla MUF più resistente, non da un film più pesante. Per i getti che richiedono la Classe 3 vera, cioè la EN 636-3 fenolica, il riferimento è il Pro Form, mai il Form Extra.
Posa, disarmo e cura del pannello
La durata del pannello si gioca in cantiere più che in fabbrica. Tre accorgimenti fanno la differenza sul numero di riutilizzi effettivi.
Sigillatura dei bordi tagliati. Ogni taglio in cantiere apre il nucleo all'acqua. Un bordo non sigillato gonfia, delamina e accorcia la vita del pannello. Una mano di vernice impermeabilizzante sui tagli freschi è il singolo gesto che protegge di più l'investimento.
Distanziali e tiranti. Mantengono lo spessore del getto e contrastano la spinta. Vanno posizionati secondo lo schema di calcolo, non a occhio: un interasse troppo ampio fa inflettere la sponda e rovina sia la geometria sia la faccia.
Tempi di disarmo e stoccaggio. Il disarmo segue i tempi di maturazione del calcestruzzo previsti in progetto e dalla EN 13670, non la fretta del cantiere. Una volta rimosso, il pannello va pulito dalla boiacca quando è ancora fresca, lasciato asciugare e stoccato in piano, al riparo dal sole diretto e dalla pioggia. Un disarmante applicato in modo uniforme prima del getto facilita la pulizia e protegge il film.
Finitura della faccia a vista controterra
Sui muri controterra e su alcuni cordoli, il lato interno resta a vista. In questi casi la qualità della superficie di calcestruzzo dipende quasi interamente dal cassero: grammatura e integrità del film, planarità delle sponde, disarmante e tempi. Un film fenolico integro restituisce una faccia compatta e regolare; un pannello a fine vita, con film consumato sui bordi, lascia aloni e venature. Quando la fondazione include parti a vista che resteranno scoperte, vale la pena dedicare alla faccia interna i pannelli più nuovi del parco cassero.
Checklist di acquisto
- Formato. Per il mercato europeo il formato 2500×1250 mm copre la maggior parte delle sponde di fondazione con il minimo di tagli e giunti.
- Spessore. 18 mm per plinti e cordoli, 21 mm per travi rovesce e muri alti.
- Classe EN 636. EN 636-3 fenolica per serie lunghe e faccia a vista, EN 636-2 melamminica per serie brevi.
- Film. Verifica la grammatura del film e l'integrità dei bordi alla consegna.
- Marcatura CE. Il pannello deve riportare la marcatura CE secondo la EN 13986, che attesta l'idoneità all'uso in costruzione.
Vinawood, produttore di compensato per casseforme
Vinawood produce compensato in Vietnam dal 1992 ed esporta in oltre 55 paesi, con linee dedicate alla laminazione del film fenolico per i pannelli da cassero. La gamma film-faced per il mercato europeo, dal Form Basic al Form Extra fino al Pro Form fenolico EN 636-3, è marcata CE secondo la EN 13986 e disponibile nel formato 2500×1250 mm. Per individuare lo spessore e la classe adatti alle tue fondazioni, e per un preventivo diretto dalla fabbrica, contatta il nostro ufficio commerciale tramite il modulo sul sito.
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▶Sources & References (4)
- EN 636:2012+A1:2015 — Compensato. Specifiche — CEN (2015)
- EN 13986:2004+A1:2015 — Pannelli a base di legno per costruzione (marcatura CE) — CEN (2015)
- DM 17/01/2018 — Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018) — Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (2018)
- EN 13670 — Esecuzione di strutture in calcestruzzo — CEN (2010)






